vaccino

Vista la grande rilevanza di questa problematica socialmente dibattuta e largamente evidenziata, anche di recente, dalla cronaca nazionale vorrei soffermarmi ad analizzare brevemente e senza presunzione di completezza in termini prettamente legali, la questione afferente il presunto rapporto causale tra la sindrome autistica (intesa come “grave disabilità sociale a carattere cronico evolutivo, espressione di un disordine dello sviluppo, risultante di processi biologicamente e geneticamente determinati che pertanto influiscono sul grado di espressività clinica nell’ambito della traiettoria individuale“, secondo la definizione resa dall’Istituto nazionale previdenza sociale nel messaggio del 23 giugno 2014, n. 5544) e la somministrazione del vaccino “trivalente” immunizzante nei confronti di morbillo, parotite, rosolia, ovvero “esavalente” immunizzante nei confronti di difterite, tetano, poliomelite, epatite b, haemophilus b e pertosse.

Anzitutto bisogna premettere che le due tipologie di vaccino non risultano obbligatorie per legge, né per altro provvedimento, ma nel caso in cui sia data positiva prova della riconducibilità di una menomazione permanente all’integrità psico-fisica a siffatta somministrazione, il Ministero potrà essere, verosimilmente, condannato all’esborso indennitario a favore del soggetto leso, sulla base della lettura dell’art. 1, comma 1, della legge n. 210, fornita dalla Corte Costituzionale attraverso le sentenze n. 27 del 1998 e n. 423 del 2000.

In particolare, la consulta ha dichiarato costituzionalmente illegittimo, per violazione degli artt. 2 e 32 della Costituzione, il citato comma 1 dell’art. 1, della legge n. 210, nella parte in cui non prevedeva il diritto all’indennizzo, alle condizioni ivi stabilite, a favore di coloro che erano stati sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie antipoliomelitica e antiepatite b a seguito delle campagne legalmente promosse dall’Autorità sanitaria per la diffusione di tali vaccini. Più in particolare, sia la vaccinazione trivalente che esavalente erano state incentivate dallo Stato pur non prevedendole quali obblighi giuridici.

Facendo proprie tali considerazioni giuridiche, le sezioni lavoro di alcuni tribunali, adite dai genitori di bambini autistici a seguito del mancato riconoscimento dell’indennizzo ex legge n. 210 da parte delle Commissioni mediche-ospedaliere competenti, hanno affermato la sussistenza del nesso eziologico tra l’affezione e la somministrazione del vaccino, facendo proprie le risultanze delle consulenze tecnice d’ufficio, formulate in termini di “attendibile probabilità causale“, “alta probabilità” (Trib. Pesaro, Sez. Lav., 11/11/2013, n. 624), “ragionevole probabilità scientifica” (Trib. Rimini, Sez. Lav., 15/03/2012, n. 148, riformata in seguito in sede di appello proposto dal Ministero della Salute), condannando quindi il Ministero della Salute, quale parte resistente, all’esborso indennitario.

Più di recente, nel dispositivo della sentenza emanata il 23 settembre 2014 dal giudice del lavoro del Tribunale di Milano, si legge che “è acclarata la sussistenza del nesso causale tra tale vaccinazione (nella fattispecie esavalente) e la malattia“, mentre nella relazione il perito evidenzia che il vaccino “mostra una specifica idoneità lesiva per il disturbo autistico, la cui portata è in realtà sottostimata per l’esistenza (…) di lotti del vaccino contenenti un disinfettante a base di mercurio, oggi ufficialmente bandito per via della comprovata neurotossicità, in concentrazioni tali da eccedere largamente i livelli massimi raccomandati per lattanti del peso di pochi chili“.

Secondo il Ministero della Salute la correlazione tra vaccini e sindrome autistica non presenta alcuna evidenza scientifica di carattere oggettivo: detto dicastero, nel comunicato stampa n. 203 del 25 novembre 2014 (www.salute.gov.it), emanato all’indomani della pubblicazione della succitata sentenza del Tribunale di Milano, ha annunciato di aver proposto, per il tramite dell’avvocatura distrettuale dello Stato, tempestivo appello innanzi la Corte territoriale di Milano.

Nel contempo alcune società scientifiche (tra le quali la Società italiana di igiene e la Federazione italiana medici pediatri) hanno diffuso il 26 novembre 2014 un comunicato stampa (www.vaccinarsi.org) col quale, oltre a ribadire che i vaccini rappresentano una protezione da malattie ancora oggi temibili e mortali, si sono riservate di richiedere agli ordini dei medici di pertinenza di valutare, sotto il profilo disciplinare, le condotte di c.t.u. che non basino le proprie consulenze sull’evidenza scientifica, inducendo i giudici a emanare sentenze contrarie alla verità dei fatti, chiedendo altresì al Ministro della Salute di difendere, anche in primo grado, le evidenze scientifiche universalmente riconosciute, le quali smentiscono ogni relazione eziologica tra vaccinazioni e autismo.

Concludendo, quello del nesso causale tra vaccino e sindrome autistica è un terreno impervio ancora denso di ostacoli ed incertezze che però la giurisprudenza di merito sta cercando di attraversare con un approccio decisamente aperto che, in qualche modo, scalfisce il dogma, sino ad oggi assoluto ed incontrastato, della necessità ed innocuità di tali trattamenti sanitari.

[fonti: Ventiquattroreavvocato marzo 2015, per approfondimenti: Creola-Gervasi-Maffeo, «L’indennizzo per danno da vaccinazione obbligatoria», in Guida al pubblico impiego, 2, 2007, 40; Marani, «Vaccinazioni non obbligatorie: danneggiato va comunque indennizzato», nota a Corte Costituzionale, Sentenza 26 aprile 2012 n. 107, in www.altalex.com, 10 maggio 2012;Cinquemani, «Salute – sanità e trattamenti sanitari», in Responsabilità civile, percorso operativo, Il Sole 24 Ore, 1031 Rinaldi, «Danni causati dai vaccini: ecco quando scatta l’indennizzo», in Altalex Quotidiano, 2010; Savignano, «Indennizzo e risarcimento dei danni da vaccinazione obbligatoria», in Il Merito, 2009;]