IL CONSIGLIO DI STATO: LEGITTIMO LO STOP ALL’ALIMENTAZIONE ARTIFICIALE SE LO VOLEVA IL PAZIENTE
Con la complessa e sicuramente controversa pronuncia in esame il Consiglio di Stato, nella sentenza 4460/2014 chiude la vicenda nota come il c.d. “caso Englaro”, confermando quanto deciso, nel 2009, dal Tar Lombardia con una sentenza che ebbe rilevante eco mediatico.
In sostanza riassumendo i delicatissimmi profili analizzati compiutamente dalla Corte, in presenza di un malato da moltissimi anni in stato vegetativo permanente, tenuto artificialmente in vita biologica non cognitiva mediante un sondino nasogastrico che provvede alla sua nutrizione e idratazione, il giudice può autorizzare la disattivazione di tale presidio sanitario sempre che: a) la condizione di stato vegetativo sia, in base ad un rigoroso apprezzamento clinico, irreversibile e non vi sia alcun fondamento medico che lasci supporre la benché minima possibilità di un qualche, sia pure flebile, recupero della coscienza e di ritorno a una percezione del mondo esterno; e b)sempre che tale istanza sia realmente espressiva, in base ad elementi di prova chiari, univoci e convincenti, della voce del paziente medesimo, tratta dalle sue precedenti dichiarazioni ovvero dalla sua personalità, dal suo stile di vita e dai suoi convincimenti, corrispondendo al suo modo di
concepire, prima di cadere in stato di incoscienza, l’idea stessa di dignità della persona.
(fonte, Guida al diritto del 17/09/2014)